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Migrazione al Cloud AWS

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Introduzione alla migrazione

È possibile migrare in AWS in qualsiasi momento. AWS offre un’ampia gamma di strumenti, servizi e architetture pensati per facilitare il percorso di migrazione e garantire che ogni fase avvenga in modo strutturato, efficiente e sicuro.

Il processo di migrazione può essere suddiviso in tre fasi principali:

  • Valutazione: l’obiettivo è comprendere il punto di partenza dell’organizzazione. Si analizzano l’idoneità al cloud, i risultati aziendali desiderati e le esigenze operative, sviluppando un business case solido che dimostri i vantaggi della migrazione. Questa fase permette di identificare priorità, rischi e opportunità, creando le basi per un percorso di successo.
  • Mobilitazione: si definisce un piano di migrazione concreto. È qui che si risolvono eventuali problemi di idoneità e si costruisce un framework operativo per la transizione. Si analizzano le interdipendenze tra applicazioni e si valutano le diverse strategie di migrazione, come rehosting, refactoring o replatforming, per scegliere quella più adatta agli obiettivi aziendali.
  • Migrazione e modernizzazione: ogni applicazione viene progettata, migrata e testata per garantire che funzioni correttamente nel nuovo ambiente. È anche il momento in cui è possibile ottimizzare le soluzioni, sfruttando le capacità native del cloud per migliorare prestazioni, scalabilità e resilienza. In questa fase le aziende possono scegliere di collaborare con esperti e partner certificati AWS o gestire internamente il processo, mantenendo sempre il supporto e le risorse di AWS a disposizione.

Framework di adozione del cloud AWS

AWS Cloud Adoption Framework (AWS CAF) offre un insieme di linee guida, strumenti e best practice che aiutano le organizzazioni a valutare la propria prontezza per il cloud, a definire strategie di migrazione e a gestire il cambiamento con efficacia. Il framework consente di accelerare il percorso di adozione, organizzare le risorse in modo efficiente e ridurre i rischi legati alla transizione. Tra i principali vantaggi vi sono la riduzione del rischio aziendale, l’aumento della sostenibilità, la trasparenza nei processi e un miglior allineamento tra tecnologia e obiettivi aziendali. Grazie a CAF, le imprese possono incrementare i ricavi sviluppando nuovi prodotti o servizi basati sul cloud, ridurre i costi operativi, migliorare la produttività e offrire un’esperienza più fluida ai propri clienti.

Uno degli aspetti fondamentali del framework riguarda la gestione dei diversi stakeholder coinvolti nel processo di migrazione. AWS CAF suddivide le competenze e le responsabilità in sei prospettive principali:

  • Prospettiva dell’Azienda: si concentra sull’allineamento tra strategia IT e obiettivi di business, assicurando che gli investimenti tecnologici generino valore misurabile. In questa fase, vengono coinvolti dirigenti aziendali, responsabili finanziari e stakeholder strategici per costruire un business case solido e definire priorità coerenti con gli obiettivi aziendali.
  • Prospettiva delle Persone: riguarda invece la gestione del cambiamento organizzativo. Si analizzano le competenze del personale, le strutture interne e i ruoli, individuando le aree in cui è necessario intervenire con formazione o riorganizzazione. Risorse umane e responsabili del personale giocano un ruolo chiave in questo processo, favorendo la crescita delle competenze digitali e il coinvolgimento dei team.
  • Prospettiva della Governance: si focalizza su processi e competenze necessari per mantenere la coerenza tra la strategia IT e quella aziendale, minimizzando i rischi e massimizzando il valore. In questa area operano ruoli come CIO, program manager ed enterprise architect, che definiscono politiche, controlli e metriche per monitorare i risultati e ottimizzare gli investimenti nel cloud.
  • Prospettiva della Piattaforma: si occupa dell’aspetto tecnico, offrendo principi e modelli di architettura per progettare e implementare soluzioni nel cloud. Qui sono coinvolti CTO, responsabili IT e solution architect, che lavorano per creare ambienti scalabili, resilienti e ottimizzati per i carichi di lavoro aziendali.
  • Prospettiva della Sicurezza: è cruciale per garantire che le operazioni nel cloud rispettino i requisiti di visibilità, controllo e conformità. Il framework aiuta a strutturare e implementare controlli di sicurezza adeguati, assicurando la protezione dei dati e la conformità alle normative. I ruoli principali includono direttori della sicurezza informatica e analisti IT specializzati.
  • Prospettiva delle Operazioni: definisce come gestire, monitorare e mantenere i carichi di lavoro nel cloud, assicurando continuità e prestazioni elevate. Questa fase coinvolge i responsabili delle operazioni e del supporto IT, che devono adattare i processi esistenti alle nuove dinamiche del cloud e garantire un funzionamento efficiente delle infrastrutture.

Sette strategie di migrazione

Una volta completate le fasi di preparazione e pianificazione, arriva finalmente il momento di eseguire la migrazione ad AWS. Per ogni applicazione esistono sette strategie principali che permettono di scegliere l’approccio più adatto in base alle esigenze tecniche e aziendali:

  • Rehosting (Lift and Shift): spostare le applicazioni nel cloud senza modifiche significative, semplicemente trasferendole così come sono.
  • Rilocazione: migrare macchine virtuali o container on-premises direttamente in AWS senza alterare l’applicazione.
  • Ridefinizione della piattaforma (Lift, Tinker and Shift): effettuare piccole ottimizzazioni durante la migrazione, ad esempio adottando servizi gestiti AWS come Amazon RDS o Aurora.
  • Rifattorizzazione / riprogettazione architetturale: modificare il codice e la struttura delle applicazioni per migliorarne funzionalità, scalabilità o efficienza nel cloud.
  • Riacquisto (Drop and Shop): sostituire applicazioni o servizi esistenti con nuove soluzioni cloud, spesso cambiando fornitore o adottando software SaaS.
  • Mantenimento: lasciare alcune applicazioni nell’ambiente originale perché ancora necessarie o in attesa di dismissione.
  • Ritiro: disattivare le applicazioni non più utilizzate o che non apportano valore, riducendo costi e complessità operativa.

Servizi e strumenti per la migrazione

Nel processo di migrazione verso AWS, la prima fase è quella di valutazione. In questa fase è fondamentale disporre degli strumenti giusti per costruire un business case solido, basato su dati concreti, che giustifichi la migrazione al cloud. Uno strumento particolarmente utile in questo contesto è Migration Evaluator, un servizio che analizza lo stato attuale dell’ambiente IT e stima i costi e i benefici del passaggio al cloud. Grazie a un approccio basato sui dati, Migration Evaluator permette di ottenere una visione chiara e accurata dello scenario di partenza, confrontandolo con quello di destinazione, e di elaborare un piano realistico di preparazione alla migrazione. Tra i vantaggi principali c’è la riduzione delle incertezze e una maggiore trasparenza economica, con la possibilità di valutare diversi scenari di migrazione e di considerare il riutilizzo delle licenze software esistenti per ridurre ulteriormente i costi. Può essere utilizzato per raccogliere informazioni sull’intero ambiente on-premises, individuare le dipendenze tra server, ottimizzare le licenze e stimare con precisione il costo totale di un’adozione del cloud.

Una volta completata la valutazione, si passa alla fase di mobilitazione, che riguarda la pianificazione dettagliata della migrazione. In questo stadio entrano in gioco due servizi fondamentali: il servizio di individuazione delle applicazioni e Hub di migrazione. Il primo serve per raccogliere in modo sistematico le informazioni sull’inventario e sulle connessioni dei server presenti on-premises. Analizza configurazioni, prestazioni e dipendenze, fornendo una mappa completa dell’infrastruttura esistente. Questi dati consentono di creare un piano di migrazione preciso e consapevole, evitando interruzioni o incompatibilità durante il trasferimento. Inoltre, i dati raccolti possono essere integrati direttamente con Hub di migrazione, garantendo una gestione più fluida e sicura del processo.

Hub di migrazione, invece, rappresenta il centro di controllo dell’intero percorso di migrazione. Offre un’interfaccia unificata che guida passo dopo passo le fasi di individuazione, valutazione, pianificazione ed esecuzione. È pensato per favorire la collaborazione tra i diversi team coinvolti, fornendo template, suggerimenti automatici e best practice elaborate dagli esperti AWS. Un ulteriore vantaggio è che il suo utilizzo è gratuito, permettendo di risparmiare sui costi e di mantenere una visione d’insieme sempre aggiornata sullo stato di avanzamento della migrazione. Può essere usato non solo per la migrazione vera e propria, ma anche per iniziative di modernizzazione più ampie, come la rifattorizzazione delle applicazioni.

Infine, si arriva alla fase di migrazione e modernizzazione, in cui le risorse vengono effettivamente spostate nel cloud. Durante questa fase è possibile continuare a utilizzare Hub di migrazione per monitorare i progressi e coordinare le attività. Uno strumento chiave in questo passaggio è Application Migration Service, che consente di migrare e migliorare le applicazioni, sia on-premises che già nel cloud. Questo servizio semplifica e accelera il processo, permettendo di mantenere operative le applicazioni durante la replica e riducendo al minimo i tempi di inattività. Offre supporto per una vasta gamma di infrastrutture e sistemi operativi, rendendolo adatto a quasi ogni tipo di scenario. Inoltre, consente di modernizzare le applicazioni direttamente durante la migrazione, combinando in un unico processo l’ottimizzazione e il trasferimento. In questo modo, le aziende possono ridurre i costi, mantenere la continuità operativa e accelerare l’adozione del cloud in modo efficiente e sicuro.

Migrazioni dei database

La migrazione di un database al cloud rappresenta un’occasione per riprogettarne l’architettura, migliorandone efficienza e scalabilità. In base alle esigenze, è possibile scegliere tra una migrazione omogenea, cioè tra database con lo stesso motore, o eterogenea, che implica il passaggio a un motore diverso e quindi una maggiore complessità, poiché possono essere necessarie modifiche al codice o alla struttura del database.

AWS offre strumenti dedicati per semplificare questo processo. Con AWS Database Migration Service (DMS) è possibile trasferire database e data warehouse in modo rapido, sicuro e con tempi di inattività minimi, mantenendo la continuità operativa anche su sistemi di grandi dimensioni. DMS supporta sia migrazioni omogenee sia eterogenee, consentendo anche la replica continua dei dati e l’integrazione con data lake, riducendo i costi e migliorando la flessibilità complessiva.

Quando la migrazione coinvolge motori di database differenti, entra in gioco AWS Schema Conversion Tool (SCT), che automatizza la conversione degli schemi e degli oggetti del database, come tabelle, procedure e funzioni, stimando inoltre l’entità delle modifiche necessarie. Grazie a SCT è possibile risparmiare tempo e risorse, rendendo più semplice il passaggio da database commerciali a soluzioni open source o la modernizzazione di sistemi esistenti. Insieme, DMS e SCT offrono un ecosistema completo per la pianificazione, la conversione e la migrazione efficiente dei database verso AWS.

Trasferimento di dati online

Il trasferimento dei dati verso il cloud AWS può essere gestito in diversi modi a seconda della quantità di dati, dei protocolli necessari e dei requisiti di sicurezza o larghezza di banda.

Per la maggior parte dei casi, AWS DataSync è il servizio più adatto: automatizza e accelera lo spostamento di grandi volumi di dati tra sistemi on-premises e servizi AWS come Amazon S3, occupandosi di crittografia, ottimizzazione della rete, pianificazione e controllo della banda. È ideale per migrazioni, archiviazione e flussi di lavoro ibridi.

Quando serve invece trasferire file utilizzando protocolli tradizionali come FTP, SFTP o FTPS, la soluzione è AWS Transfer Family, un servizio completamente gestito che consente scambi sicuri e scalabili di file direttamente con S3 o EFS, senza dover gestire server o infrastruttura.

Per aziende con esigenze di throughput elevato e connessioni più stabili rispetto alla rete pubblica, AWS Direct Connect offre una connessione dedicata e privata tra il data center e AWS, aumentando la velocità, l’affidabilità e riducendo i costi di rete. Questi servizi, combinati, permettono di pianificare, monitorare e rendere sicuro ogni trasferimento di dati verso il cloud.

Trasferimento di dati offline

Quando la migrazione online non è possibile, soprattutto in presenza di larghezza di banda insufficiente, sedi remote senza connettività o quantità di dati talmente grandi da rendere troppo lungo il trasferimento via Internet, è possibile ricorrere a soluzioni offline.

In questi scenari entrano in gioco i dispositivi AWS Snowball Edge Storage Optimized, progettati per spostare grandi volumi di dati in modo rapido e sicuro senza bisogno di una connessione di rete. Offrono un’ampia capacità di archiviazione su hardware robusto e ad alte prestazioni, rendendo più semplice trasferire diversi petabyte verso AWS semplicemente spedendo fisicamente il dispositivo. Oltre alla migrazione, possono essere utilizzati anche per l’edge computing, fornendo potenza di calcolo e archiviazione direttamente sul campo, in ambienti remoti o difficili, dove serve un dispositivo affidabile e resistente.